Diamo a Cesare quel che è di Cesare

EURO 2012: DA DISASTRO SUDAFRICA A FINALE KIEV, I DUE ANNI DI PRANDELLI/SPECIALE

Il sogno deve continuare. Anche se l’Italia si è risvegliata sul più bello, abbracciata nella morsa di un gelido incubo, catapultata nella grande e antica Arena di Plaza de Toros a Siviglia, dove i vari Xavi, Iniesta, Fabregas, Ramos vestiti da toreri matavano il toro ferito, stanco, impotente, riconfermandosi sul tetto d’Europa, compiendo un Triplete che ha un qualcosa di straordinario, di storico.

Ma come quando ti svegli bruscamente nel tuo letto, maledicendo quel rumore che ti ha fatto interrompere il sogno che stavi facendo, e ti volti dall’altra parte cercando di riprendere sonno ma sporattutto il sogno ingiustamente interrotto, così la nostra nazionale non deve fermarsi, neppure davanti ad una sconfitta simile.

Domenica, nonostante la serata da dimenticare, qualcosa di positivo è stato scritto: Cesare Prandelli continua il progetto iniziato dopo il mondiale fallimentare in Sud Africa.
Sarebbe stata una tragedia perdere il mister che ha rivoluzionato l’idea dell’Italia «catenacciara» costruita sul fraseggio, sul pressing alto (andate a rivedere gli ultimi 2 minuti di Germania-Italia con 6 giocatori italiani a pressare Neuer al rinvio), e fa bene Bonucci ad urlare tutto fiero «Nessuno può più chiamarci catenacciari».

 

Ma quali sono i meriti (molti) e i demeriti (pochi) del mister di Orzinuovi ?

1. Il gioco. La nazionale scesa in campo in questo torneo aveva un gioco, una propria identità. Abbiamo sfidato a viso aperto la Spagna, umiliato (sul piano del gioco) l’Inghilterra, e dato una lezione di calcio alla Germania. Gli inserimenti di Marchisio e Montolivo, il tuttofare De Rossi, la lucidità di Pirlo sono il marchio che ha contraddistinto l’Italia facendosi apprezzare perfino dai tabloid inglesi e tedeschi.

2. Il coraggio delle scelte. L’aver puntato forte sul duo Cassano-Balotelli, nonostante le prime partite in cui si faticava per poi essere osannato quando insieme hanno deciso la semifinale. L’aver convocato giocatori poco blasonati, ma autori di un campionato strepitoso, dandogli fiducia (Diamanti, Nocerino).

3. La dinamicità del modulo. Accorgersi che il modulo con la difesa a 3 usato nelle prime due partite faticava ad ingranare, e prontamente correggersi in corsa ristabilendo quel 4-3-1-2 usato per tutte le qualificazioni.

4. Aver imposto un codice etico, dettando regole intransigenti sia fuori dal campo sia in campo.

5. Essere riuscito nell’impresa assai ardua di far innamorare milioni di italiani, ma sopratutto di renderli fieri della loro nazionale. Poche volte si sono registrati certi picchi di share televisivo, pochissime volte è capitato di riunire 500 mila persone al Circo Massimo, 60 mila in Duomo, non per festeggiare ma per soffrire davanti ai maxischermi. Insomma, una nazionale che piace.

 

L’unico appunto negativo che mi permetto di fare al grande Cesare è la gestione dei cambi. Si poteva inserire nella formazione titolare qualche giocatore utilizzato meno (un Nocerino per Marchisio, un Balzaretti per Chiellini) oltre al cambio Montolivo-Thiago Motta che secondo me non ha capito neanche lui. Ma con il senno di poi è facile parlare…

 

Marco Martellosio

Laureato in Giurisprudenza, ama il calcio, vive di Milan, non fuma, adora il film "mamma ho perso l'aereo". In onore di questo film e del numero 21 del Milan chiamerà il suo primo figlio KEVIN

19 Commenti

  • Rispondi luglio 3, 2012

    iltagliagole

    ci mancava un po’ di sana ignoranza calcistica. grazie martellosio

  • Rispondi luglio 3, 2012

    pavelio

    Ma di cosa stiamo parlando? Prandelli gioca col trequartista. 4 3 1 2. Puoi farlo se il trequartista si chiama Zinedine Zidane, non se si chiama Montolivo o Thiago Motta.

    1. Il gioco? Contro l’Inghilterra peggiore di sempre non siamo riusciti ad andare in porta. Contro la Germania abbiamo subito nei primi 20′, fino al nostro gol. E dopo altra ripartenza e altro gol. Non abbiamo imposto il nostro gioco. Abbiamo sfruttato due occasioni ghiottissime. E poi ancora ripartenze. Nessuna imposizione del gioco.

    2. Coraggio de che?? «Avrei dovuto dimostrare più coraggio, ma sarebbe stato un mancare di rispetto verso chi ci ha condotto fino alla finale». Prandelli ha detto questo. E’ un pavido che ha sprecato una finale europea, un appuntamento con la storia. Pur avendo gia’ giocato contro la Spagna e avendo constatato che il 3 5 2 li aveva bloccati nel loro pressing asfissiante. E invece gli ha regalato la superiorita’ numerica a centrocampo fin dall’inizio. Per riconoscenza.

    3. Faticava a ingranare? Certo, con De Rossi che oltre a tanti svarioni difensivi si intestardiva a impostare in bocca a Buffon, facendo abbassare il baricentro della squadra, Pirlo, che poi doveva partire da dietro il centrocampo. Infatti il gol e’ arrivato con la Spagna, certo, ma solo dopo uno scatto di genio di Pirlo e assist per Di Natale.

    4. “Non mi interessa che i miei giocatori siano brave persone, quello e’ il tipo di uomo che vorrei per mia figlia” (cit. Mou).
    Imporre un comportamento professionale va bene, ma al diavolo la dittatura dei buoni sentimenti. Siamo arrivati secondi, pero’ siamo dei gran bravi ragazzi!

    5. Se la nazionale fosse allenata da Topolino, giocasse con Paperino e Pippo in attacco e Ciccio in porta, e arrivasse in finale, quei numeri li vedremmo lo stesso.

    Un allenatore che non si rende conto di dover preparare la partita anche tenendo conto della evidente superiorita’ dell’avversario, non e’ un allenatore da serie A.

  • Rispondi luglio 3, 2012

    Muriel

    Riguarda le partite con inghilterra e germania! Poi parla…sei il classico che se l’italia avesse vinto saresti andato in giro a dire: che mister!

    • Rispondi luglio 3, 2012

      pavelio

      Non parlare per dare aria alla bocca, perche’ sto criticando ogni singola partita.

      Sono il classico che si incazza per il 4 3 1 2 sin dalla partita con l’Irlanda.

      Con l’Inghilterra abbiamo dominato una delle peggiori nazionali inglesi (a livello di gioco) di sempre. E non siamo riusciti ad arrivare concretamente davanti alla porta.

      Con la Germania 20 minuti di sofferenza perche’ il 4 3 1 2 fa avvicinare all’area qualsiasi avversario, poi in porta con 3 passaggi. E ancora sofferenza, e in porta con una ripartenza. Bellissimo. 2 a 0. Poi la Germania non c’ha capito niente.

      Con la Spagna abbiamo sbagliato tutto, e Prandelli ieri ha anche avuto il coraggio di dire che li ha fatti giocare per riconoscenza. Dai, non scherziamo. Se lasci campo al centrocampo spagnolo, sei fottuto. L’ha capito anche Bento. Prandelli no.

      • Rispondi luglio 3, 2012

        Darth Fener

        Torno a difenderti visto che sei sotto fuoco incrociato. Con l’Inghilterra abbiamo rischiato di uscire ai rigori. Se fossimo usciti con i tiri dal dischetto (e poteva succedere benissimo, spero su questo converremo), avremmo gridato allo scandalo di una Nazionale che non riesce a venire a capo di una Inghilterra più inguardabile di quella di McLaren

  • Rispondi luglio 3, 2012

    Monzino

    Il coraggio che dice prandelli si riferisce alla finale, non a tutto l’europeo!
    Avremmo perso 10-0 anche con il 3-5-2 perche sono piu forti e noi eravamo morti!
    Preferivi l’italia di lippi in sud africa? Se non hai zidane non puoi giocare con il trequartista? Riguardati le partite con inghiterra e germania, poi parla pure quanto vuoi…

    • Rispondi luglio 3, 2012

      pavelio

      Con l’Inghilterra abbiamo dominato una squadra che squadra non è. E pur giocando solo noi non siamo riusciti ad arrivare in porta.

      Con la Germania stavamo soffrendo da cani, in un lampo con 3 passaggi siamo finiti in porta. Bene. Poi di nuovo schiacciati. Ripartenza ed eurogol di Balo. Benissimo.

      Ma da qui a dominare, ce ne passa.

  • Rispondi luglio 3, 2012

    Darth Fener

    Sono d’accordo con Pavelio. I nostri hanno fatto un’impresa ad arrivare in finale proprio perché i numeri per arrivarci non c’erano per niente. Non abbiamo mai fatto sfracelli contro nessuno (a parte l’Inghilterra – e ho detto tutto – senza poi dire che abbiamo fatto sfracelli). Certo, io da tifoso mi sono sentito esaltato, ma è stata la vittoria a esaltare, non certo il gioco di una squadra che nel girone ha rischiato grosso (con l’Irlanda del Trap abbiamo fatto una fatica bestia). Per questo io sono dell’idea di fare i complimenti a tutti: il nostro non è un centrocampo neanche paragonabile a quello spagnolo, per cui arrivare a giocarsela fino in fondo è segno di grandissimo carattere.
    E sono d’accordo sempre con Pavelio: non si comprende perché nella prima del girone abbiamo giocato contro la Spagna in un modo (che ha dato ottimi frutti, per me la nostra miglior partita all’Europeo), e in finale in un altro, come se loro non fossero sempre gli stessi, cioè non fossero quelli che ti impediscono di giocare impostando, pressandoti con una linea di 4 uomini sulla tua trequarti. Questo, più ancora della scelta degli 11 titolari, mi sembra l’errore più grave, dettato, credo, dall’illusione di sapere giocare IN OGNI CONDIZIONE un calcio propositivo. Con la Spagna, è come preparare il terreno per il suicidio

    • Rispondi luglio 3, 2012

      thenextone

      Non sono d’accordo. In linea di massima Prandelli ha ragionato così: con chi mi gioco la finale, con i titolari cmq stanchi (e con lo schema con cui ho giocato gli ultimi due anni) oppure con i panchinari freschi, anche se non hanno giocato un solo minuto (e stravolgendo l’assetto)? Allora, vediamo, c’è Ogbonna: meglio Chiellini rotto! C’è Nocerino: beh, Marchisio è due volte lui…fermi tutti! Ma quello è Borini! Allora è fatta!
      Dai, non scherziamo! Poi due considerazioni: 1. la Spagna alla prima ha giocato, a ragion veduta, al 60% dell’impegno. L’altra sera si son viste cose che alla prima non pensavano neanche, e non per meriti nostri. 2. La nazionale non è una squadra di club, che si allena tutte le settimane su 2/3 assetti tattici diversi e poi ne sceglie uno, non si può cambiare schema così in fretta. E non mi pare che col 3-5-2 non abbiamo sofferto con la Croazia…

      • Rispondi luglio 4, 2012

        Darth Fener

        La considerazione sul ragionamento che avrebbe fatto Prandelli sui panchinari offende l’intelligenza di noi tutti (a parte il fatto che Chiellini si sostituiva con Balzaretti, non certo con Ogbonna, e Cassano con Giovinco). Il Mondiale 2006, poi, lo vincemmo con 21 giocatori su 23 (esclusi i due portieri di riserva) in campo, perché anche Barone per 10′ minuti in più poteva essere utile.
        In secondo luogo, la stessa idea di Spagna al 60 o al 100% lascia il tempo che trova. Mi sembra molto più realistico notare che nel primo match, difendendoci su due linee molto vicine e basse non si lasciava spazio tra l’ultimo uomo e Buffon (tranne sul gol di Fabregas). Beh, si da il caso che loro, non essendo “capaci” di tirare da fuori area, non cerchino che quello: l’inserimento alle spalle dell’ultimo uomo della difesa. In finale abbiamo deciso di concedergli questo spazio. Hanno ringraziato e segnato 4 gol approfittando di quello spazio, in cui si sono buttati a una velocità che noi, anche per la fatica fisica, non riuscivamo a sostenere.
        Con ciò, non dico che è questione matematica (“giocando diversamente non si perdeva”), ma dico solo che presentarsi spavaldi con quel sistema contro di loro vuol dire morte sicura.

        • Rispondi luglio 4, 2012

          thenextone

          A parte il fatto che non volevo offendere nessuno, a me invece sembra ragionevole che un allenatore si affidi ai titolari in finale. E nel 2006 avremo anche usato 21 giocatori su 23, ma i primi 11 erano sempre quelli (a parte Grosso che ha sostituito strada facendo Zaccardo, e la sostituzione forzata di Nesta infortunato e di Materazzi espulso per una partita).
          Poi, magari è una mia impressione, ma la Spagna ha giocato nettamente ad un livello superiore in finale che alla prima, nella quale comunque appena hanno spinto un po’ di più perché erano andati sotto hanno segnato entrando come una lama nel burro.
          Poi è vero che nella prima abbiamo difeso meglio, ma perché avevamo più energie e perché tutti i migliori erano in campo freschi. Non penso che mettendo giocatori freschi ma “peggiori” in finale avremmo ottenuto lo stesso risultato

          • luglio 4, 2012

            Darth Fener

            Mah, non sono così sicuro che nei 23 ci fosse una differenza così colossale. A parte Pirlo e forse il Balo, gli altri avevano tutti sostituti comunque all’altezza (anche perché di fenomeni, a parte il 21, non ne abbiamo, ma solo buoni gicatori). Avere Marchisio che tocca 3 palloni perché non si regge in piedi o avere Nocerino fresco cambia moltissimo, anche se non hanno lo stesso livello punti a FIFA12

  • Rispondi luglio 4, 2012

    thenextone

    @Darth Fener: cerchi di offendere la mia, di intelligenza?! A parte questo, secondo me nello staff nessuno aveva la sensazione che stessimo così male, altrimenti alcuni non avrebbero giocato, tipo Chiellini (cmq pure Balzaretti era bello stanco, eh). Questo vorrebbe dire essere incompetenti al limite del ritardo mentale. E non vorresti raccontarlo ai nipoti…

  • Rispondi luglio 5, 2012

    zeta

    Trovo nel potere oscuro e in pavelio due liberi pensatori. Non massificati dal buonismo per questo risultato insperato (L’italia paese vecchio siamo venuti per cambiare etc etc..A ce’ ma fatti un giro va…). A Cesare diamo di averci portato finale ma di non aver capito nulla di come impostare la partita con la spagna. Per quanto riguarda il resto Pavelio ha già detto tutto.

  • Rispondi luglio 5, 2012

    ronaldo

    darth fener,thnextone e pavelio: non capisco perchè non abbiano scelto voi come ct della nazionale…veramente, sono serio…assurdo!

    • Rispondi luglio 5, 2012

      zeta

      è la lobby gay del calcio italiano

    • Rispondi luglio 5, 2012

      Ginepraio

      Te invece stavi bene al posto di Gene Gnocchi in Rai

    • Rispondi luglio 5, 2012

      thenextone

      Veramente io sono Prandelli. E tu?

  • Rispondi luglio 6, 2012

    zeta

    Poi, Ronaldo, in un sito che parla di sport, nei commenti, di cosa si dovrebbe parlare? di uncinetto?